Se il tempo gioca brutti scherzi.

Bisogna ammetterlo, il giorno delle nozze oltre ad essere traboccante di sorrisi, auguri e attimi felici (tutti da fotografare), è anche momento di svariate preoccupazioni ed ansie, di cui una prevale su tutte: il meteo!
“Speriamo che sia bel tempo!”  Non sono solo sposi ed invitati a ripetere questa frase e ad invocare una bella giornata, quel giorno, bensì anche noi fotografi mettiamo le nostre buone speranze in un ciel sereno, per assicurarci una giornata di lavoro tranquilla ma soprattutto luminosa!

Se il tempo decide di giocare brutti scherzi, in quel caso, bisogna ingegnarsi.

Questo soprattutto per quanto riguarda l’esterna, quando finalmente hai quell’attimo di gioia per scattare fotografie da incorniciare, abbandonando per un attimo il reportage, e dedicandoti a creare qualcosa; quando, insomma, la pioggia diventa una nemica.

Mi sono ritrovato spesso a dover fotografare durante le pause tra un temporale e l’altro, o addirittura a dover far di fretta e battere la pioggia su tempo.

E dal momento che la maggior parte delle volte non è sempre possibile scattare all’interno della location scelta per la cerimonia, non resta che arrendersi ad una pacifica convivenza tra fotografo e cielo grigio.

Così è successo qualche settimana fa, quando ero piuttosto entusiasta di poter sfruttare il panorama di Napoli per un’esterna coi fiocchi. Mi vedevo già, sul lungo mare di Napoli, insieme agli sposi, a fotografare spensieratamente, consapevole del fatto che lo sfondo avrebbe fatto gran parte del lavoro, regalandomi fotografie da mostrare qui e lì con una certa fierezza.

Ovviamente fantasticai troppo, e la pioggia venne a farci visita.

Il vento, il freddo, la pioggia… ma come avrei fatto?

Arrivati a Napoli dopo la celebrazione delle nozze, il sogno di fotografare sul lungo mare era già sfumato alle prime gocce di pioggia, che ovviamente andarono a bagnare anche l’attrezzatura.

Ma la mia delusione venne subito rincuorata quando osservai bene l’interno del Grand Hotel in cui eravamo appena entrati. Ci trovavamo in un ampio salone, elegantemente arredato, con diversi specchi ai lati, ogni dettaglio estremamente curato, ed enormi balconate che s’affacciavano sul lungo mare e lasciavano entrare la luce.

Un’eleganza d’altri tempi. Pensai “Ma non è che mi sbuca fuori Sofia Loren da un momento all’altro?”

Ogni angolo era perfetto per fotografare.

Così decidemmo di sfruttare la bellezza degli interni dell’Albergo, in poche parole facemmo
“Un’esterna al chiuso”!

Sembrava che fossimo tornati negli anni ’60, ed il bello fu che la sposa indossava un abbigliamento decisamente ispirato all’epoca e la location: un abito corto di linea dritta, bianco con dettagli in pizzo, e con addirittura un cappello.

Sinceramente era anche la prima volta che mi ero ritrovato una sposa con abito corto, particolarità decisamente insolita dalle mie parti, e questo rendeva le cose ancora più interessanti, originali, o meglio… nuove.

Scattammo foto nel salone, davanti ai finestroni, al bancone del bar, nella sala d’attesa, sulle scale.

“Fotografie romantiche e raffinate” non potrei trovare definizione migliore per ciò che venne fuori da quella giornata.

Quasi dimenticai del panorama sul mare che si trovava all’esterno, almeno fin quando nel pomeriggio la pioggia cessò e tra le nuvole i raggi di sole rossi del tramonto si fecero spazio, uno spettacolo incredibile, e fortunatamente ci trovavamo sulla terrazza, così in un attimo decidemmo di uscire e realizzare finalmente delle fotografie all’esterno, seppur in maniera molto veloce, ma quella luce, lì sul mare, andava catturata, nonostante il vento gelido.

Certi spettacoli si devono immortalare.

E pensare che se non fosse stato per il cielo nuvoloso e la pioggia, non avrei visto un tramonto così unico, incorniciato dalle nuvole. Probabilmente, se non fosse stato per la pioggia, avrei passato talmente tanto tempo a fotografare sul mare (che poi, di fotografie sul mare, ne ho da riempire stanze intere) che non avrei avuto neanche il tempo da dedicare agli accurati interni dell’Albergo.

E quindi ora mi ritrovo a pensare che dopotutto la pioggia non è così male…

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