Fotoreportage di matrimonio o ritratto in posa? I PRO e CONTRO secondo l’esperto.

“Articolo tratto dal sito zankyou.it

Di tutte le voci di spesa che riguarderanno l’organizzazione del vostro matrimonio, spesso si prende in larga considerazione la location che ospiterà la festa e tutti quegli “accessori” che in qualche maniera avranno a che fare con l’evento e si tende a tenere in considerazione minore la fotografia ritagliandola come: “fortunatamente c’è quel tuo amico che sa fare le foto!”. È superfluo dire quanto tutto questo sia sbagliato, dal momento che le foto sono l’unica cosa, bomboniere e abiti a parte, che concretamente resteranno come testimoni preziose di quelle ore in cui tutto il nuovo mondo che vi rappresenta oggi, come coppia sposata, era appena cominciato.

Per questo spesso affermiamo quanto sia importante scegliere un buon fotografo non solo sulla base della disponibilità economica, ma anche prendendo in considerazione il feeling che già nei primi incontri conoscitivi si stabilisce. Ma, soprattutto, considerando il modo in cui questo professionista, nelle cui mani vi state mettendo, lavora. Esistono, infatti, principalmente due modalità di lavoro, il primo è il reportage; il secondo è la fotografia in posa. E proprio per capire di cosa si tratta e scegliere consapevolmente quello che più ci rappresenta, abbiamo fatto due chiacchiere con Michele Iacondino, responsabile dell’agenzia Foto Lux, fotografo napoletano che ha costruito su una sconfinata passione cominciata da bambino, la sua professione di fotografo.

Foto reportage: perché sì

Con foto reportage s’intende quel tipo di fotografia che, con discrezione quasi invisibile, racconta l’evento catturandone i momenti salienti nella loro naturale spontaneità. Questo tipo di scelta lavorativa è quello più usato in questi ultimi tempi ed è quello che proabilmente più necessita di una fiducia tra fotografo e sposi.

“La foto di reportage si è sviluppata molto negli ultimi anni anche grazie alle nuove macchine, che permettono di avere un risultato sempre buono anche in condizioni non ottimali! Il reportage lascia alla coppia un ricordo veritiero e coerente di tutta la giornata e con gli sposi, lavorando in modo reportagistico, il fotografo ha la possibilità di rivedere nella macchina l’identità degli sposi. Difatti, i sorrisi, le lacrime di gioia, la tensione, tutto diventa tangibile nelle foto reportagistiche perche non ci sono nessun tipo di forzature. Il fotografo reportagistico diventa parte del tutto, quasi mimetizzandosi tra gli ospiti. Un lavoro del genere inoltre permette alla coppia di avere un lavoro al 100% personale e unico, perché nonostante le situazioni siano simili, trattandosi in ogni caso di matrimoni, le reazioni agli eventi sono sempre diverse e imprevedibili”.

Foto reportage: perché no

Naturalmente, benché emotivamente questo sia un metodo molto coinvolgente per i partecipanti alla festa e indimenticabile nel risultato, vi possono essere delle controindicazioni legate alla capacità di colpo d’occhio del fotografo, innanzitutto, ma anche al tipo di relazione che si stabilisce tra fotografo e sposi. Peraltro, non essendo il risultato sempre perfetto, a causa della naturalità dell’esposizione, qualche foto potrebbe non essere tecnicamente perfetta. Come ci suggerisce Michele Iacondino: “I soggetti possono non piacersi in alcune situazioni dato che la foto è stata ripresa in un momento di spontaneità, quindi caratterizzata da espressioni naturali, non sempre perfette. È una questione soggettiva!”.

Foto in posa: perché sì

La foto in posa è la tradizionale foto da matrimonio. In passato, infatti, le macchine non permettevano di lavorare sempre con la luce ambientale e lavorando con luci artificiali era relativamente obbligatorio posare per avere un risultato ottimale. Inoltre l’uso di rullini non permetteva di avere un numero di scatti altissimo. “A favore di questo tipo di foto c’è il fatto che tutte le foto della giornata saranno perfette a livello tecnico, mai una luce fuori posto. Ogni foto puo mettere in risalto la parte migliore della coppia”.

Foto in posa: perché no

Il contro, c’è sempre un contro in tutto no?, è che la foto diventa un artificio, perfettamente realizzato, ma anche privo di spontaneità. “L’altra faccia della medaglia è che per avere una foto posata fatta come si deve ci vuole piu tempo e ci vogliono piu addetti a organizzare la scena!”. La coppia inoltre deve provare piacere nell’essere in posa e il fotografo avere la capacità di mettere a proprio agio sposi e attori della scena. “Personalmente”, ci dice Iacondino, “ritengo sia un tipo di scatto più freddo sul piano emozionale, in quanto le espressioni e le pose devono essere sempre coerenti con la luce e  a volte possono risultare un po’ forzate!”

Ringraziamo quindi Michele Iacondino di Foto Lux, per questa illuminante chiacchierata sulle differenze tra posa e reportage. Il consiglio finale è, quindi, sentitevi a vostro agio, questa è davvero l’unica cosa che conta perché ogni foto racconti la bellezza di quel vostro magnifico giorno.

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